Maria Antonietta Spadaro, nata a Palermo, è architetto e storica dell’arte, 

 

curatrice e scrittrice di saggi di storia dell’arte e fiabe

 

e-mail: mantoniettaspadaro@gmail.com

 

http://www.facebook.com/mariaantonietta.spadaro?ref=tn_tnmn

 

http://m.antoniettaspadaro.blogspot.it/

 

 http://www.mariaantoniettaspadaro.onweb.it/admin

 

 https://alessandromanzoscultore.onweb.it/admin/core/pagine/edit/idPagina/4

 

  https://lefiabedimariaantonietta.onweb.it/it

 

 https://artealfemminile.onweb.it/it

 

 https://sites.google.com/view/unbeneculturalesalvato/home?authuser=0   La Vittoria Alata di Antonio Ugo

 

  https://sites.google.com/view/pippo-orlando/home

 

instagram: spadaromariaantonietta

 

 

Ha scritto libri di fiabe per bambini e ragazzi ambientate a Palermo e dintorni (Ed. Pietro Vittorietti, Palermo):

Il tappeto volante e altri racconti      (2013)

Palermo ... ogni favola è un gioco   (2008)

Palermo Favolosa                            (2009)

Il mago del tempo a Palazzo Mirto  (2014)

 

Una notte al Museo ... delle Marionette (2018) (Ed. Museo Pasqualino, Palermo).

L’eterno effimero

un percorso di  video-installazioni di Antonio Giannusa 

a cura di Maria Antonietta Spadaro

- Museo internazionale delle marionette Palermo     27 marzo-15 aprile 2018

- Galleria di Palazzo Abatellis                       20 - 29  aprile 2018

 

Sul GdS del 29 marzo 2018, articolo di Valentina Di Miceli

 

 

 

Mio intervento sul progetto educativo del Comune Panormus. La scuola adotta la città

"25 anni che hanno cambiato Palermo" 

Manifesta 12 -Teatro Garibaldi - sessione 3 - sabato 20 ottobre ore 9.30

Nel volume "Storia Mondiale della Sicilia" Ed. Laterza 2018

1876 - Vincenzo Ragusa: il siciliano che aggiornò l’arte in Giappone e creò un ponte tra Tokyo e Palermo

di Maria Antonietta Spadaro

 

Vincenzo Ragusa fu il primo scultore a introdurre nel paese del Sol levante modi

artistici occidentali, mentre a Palermo fondò la Scuola-Museo d’Arte orientale.

Grazie a lui e alla moglie, la pittrice giapponese O’Tama Kiyohara, che visse a Palermo dal 1882 al 1933,

la città ebbe nell’800 un importante episodio di giapponismo e 

di interscambio culturale tra Italia e Giappone.

 

 “Palermo e la Sicilia nel Museo del Prado” 2019

Conferenza 

Interventi:

  • Miguel Falomir, historiador del arte
  • Maria Antonietta Spadaro, historiadora del arte 

Data:  03/10/2019 alle ore 10:00 fino alle ore 12:30

Luogo:  Instituto Cervantes (Palermo)  

  • Iglesia de Santa Eulalia de los Catalanes 
  • Via Argenteria Nuova, 33
  • 90133 Palermo

In occasione del bicentenario della fondazione del Museo del Prado, all'Istituto Cervantes di Palermo, il direttore del Museo del Prado, Miguel Falomir Faus, ha tenuto una conferenza sulle opere del museo madrileno che hanno un rapporto con la Sicilia. La prof.ssa Maria Antonietta Spadaro, storica dell’arte, ha parlato dell'Altare di Antonello Gagini, da lei ritrovato nel 1986, la cui ricomposizione allo Spasimo è imminente. Tra le colonne marmoree dell'altare è posta la riproduxione del dipinto di Raffaello, Lo Spasimo di Sicilia, il cui originale è a Madrid. La copia è stata realizzata da Factum Art.

 

[Nella foto Miguel Falomir e M. Antonietta Spadaro duranre la conferenza all'Istituto Cervantes di Palermo del 3 ottobre 2019]

 Dal 6 dicembre 2019 gli Appartamenti reali del PALAZZO Reale di Palermo ospitano la mostra

"O'Tama. Migrazione di stili"

ideata dalla Fondazione Federico II e da Maria Antonietta Spadaro

Catalogo edito dalla Fondazione Federico II - Palermo

 

 

Mostra  

Rosa Raimondo  VOLTI in terracotta di una scultrice mediterranea

a cura di Maria Antonietta Spadaro

16 - 30 novembre 2019

Galleria Dictinne Bobok - via Nicolò Garzilli 28 Palermo - 5° piano

 

Catalogo a cura di Maria Antonietta Spadaro

fotografie di Maria Muratore

pp. 64; formato cm. 30x21

ISBN: 9 788898 731725

Palermo 2019 

 

ALEARDO TERZI

a cura di A, M. Ruta, Silvana Editoriale, 2019

Nel volume il saggio di M.A.Spadaro: "Aleardo Terzi e Giuseppe Pitré all'Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-1892: gli inediti disegni originali"

pp. 282-289

 Rinascimento ritrovato a Palermo

Antonello Gagini e Raffaello ricongiunti allo Spasimo dopo cinque secoli

 

Presentata il 9 luglio 2020 allo Spasimo di Palermo la ricomposizione dell'Altare marmoreo di Antonello Gagini con la riproduzione del dipinto di Raffaello, eseguita da Factum Art,  il cui originale è al Museo del Prado di Madrid. L'altare, dato per lungo tempo per disperso, fu ritrovato in pezzi nel 1986 da Maria Antonietta Spadaro e dopo 34 anni torna a incorniciare il quadro per cui era stato ideato, circa 500 anni fa. Alla manifestazione sono intervenuti, oltre al Sindaco Leoluca Orlando, Maria Antonietta Spadaro, Vittorio Sgarbi, Bernardo Tortorici di Raffadali, i progettisti del restauro dell'altare e un rappresentante della Factum Art. Secondo Vittorio Sgarbi questo evento è l'unica vera novità nell'ambito delle manifestazioni per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte del grande artista urbinate.

[Nella foto l'Altare montato nel giorno dell'inaugurazione con M. Antonietta Spadaro e Vittorio Sgarbi.]

Recenti articoli sull'argomento:
sulla rivista PER Salvare Palermo, nn. 54-55, agosto-dicembre 2020, l'articolo di M. A. Spadaro "L'altare dello Spasimo di Antonello Gagini: le fasi di una ricerca"; sul Giornale di Sicilia del 6 gennaio 2021, p. 23, l'articolo di M. A. Spadaro "Lo scalpello di Gagini e la tela di Raffaello".

Mostra alla galleria Athena di Palermo, dal 25 settembre al 7 novembre 2020

 

Il Maestro dei bronzetti

I famosi bronzetti di Antonio Ugo (Palermo 1870-1950), che si ripetono in svariate decine di esemplari - antenati dei multipli dell’arte contemporanea - non perdono tuttavia l’aura del loro valore artistico. Ben presto lo scultore fu sollecitato dalle fonderie a replicare le proprie composizioni. L’opera Primi passi, presentata alla Biennale di Venezia del 1907, vendette in quella occasione 105 esemplari, in totale ne furono poi venduti 231. L’incredibile successo di quei piccoli oggetti in bronzo si mantenne nel tempo e, ancor oggi sul mercato antiquario, nonostante le oscillazioni che interessano in generale tutto l’ambito artistico, si registra un costante interesse per queste opere, la cui altezza può variare dai 10 ai 50 centimetri. [m.a.s.]

 

 

 

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Sul Ritratto di Charlotte de France a Palermo

 

C. Filangeri, P. Gulotta, M. A. Spadaro, Palermo. Palazzo delle Aquile, Palermo 2004-2012, pp. 109-110

 

M.A.Spadaro, Portrait of Charlotte de France: from Naples to Sicily, a Collection in Transit, in Women and the Art and Science of Collecting in Eighteenth-Century Europe, By Arlene Leis e Kacie L. Wills,2020 by Routledge (New York and London), pp. 108-110, plate 5

 

M.A.Spadaro, Il ritratto di Marie Thérèse Charlotte de France, in Giornale di Sicilia, 8 dicembre 2020, p. 27

 

Maria Antonietta Spadaro, Marie-Thérèse Charlotte de France e il suo ritratto conservato a Palermo, in Il Bello, l’Idea e la Forma. Studi in onore di M C Di Natale, Vol. II, Palermo University Press 2022, pp. 269-274.

 

 

Tra le collezioni d’arte del Palazzo delle Aquile di Palermo, si conservava il Ritratto di Marie Thérèse Charlotte de France (olio su tela, cm. 138x98), figlia di Marie Antoinette e Louis XVI, unica della famiglia sopravvissuta alla Rivoluzione. Nel 2019 si è deciso di valorizzare e quindi restaurare la pregevole opera, che è stata presentata al pubblico il giorno 2 agosto 2019. Nel 2021 il pregvole dipinto è statto trasferito per volere del Sindaco Leoluca Orlando nella sede di rappresentanza del Primo cittadino, a Villa Niscemi.

Charlotte (Versailles 1778 Vienna 1851), ricordata con vari soprannomi come l’Orfana del tempio o Madame Royale, fu ritratta da illustri artisi da piccola e da adulta in pose ufficiali e abbigliata in modo regale, mentre il bellissimo quadro palermitano (1796) è più intimista: sembra voglia trasmettere un preciso messaggio. La diciottenne principessa, abbigliata con semplicità (un abito nero da lutto ravvivato solo da un piccolo scialle di velo bianco, cuffia nera sui capelli chiari e priva di gioielli), appare in un momento delicato della propria vita ricordando tristemente la perdita della famiglia e affermando, nel contempo, la propria diretta discendenza dalla corona di Francia. Infatti impugna con la mano destra una pergamena, posta su un tavolo, dove si leggono le prime frasi del testamento del padre. Sullo sfondo a destra è un drappo con i gigli di Francia dorati su fondo azzurro, che si apre a sinistra scoprendo due grandi canopi sui quali sono incisi, come cammei, i profili degli augusti genitori. Il quadro giunse a Palermo con Carolina e Ferdinando di Borbone, quando la coppia reale dovette lasciare Napoli per i moti rivoluzionari. Carolina, sorella di Maria Antonietta, era infatti la zia di Charlotte, così portò con se il ritratto lasciandone una copia nella reggia di Caserta.